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Il Progetto » Perchè il rugby | È un gioco per tutti? | La Storia | Il gioco | Il rugby educativo


Nel rugby educativo si utilizza inizialmente il metodo globale (gioco generale che coinvolga emotivamente e motoriamente tutta la classe): torello con la palla ovale o gioco dei 10 passaggi. Si inseriscono gradualmente le prime regole, passaggio a due mani all’altezza del tronco (tra il bacino e le spalle), vietato toccare chi non ha il pallone, passaggi indietro e avanti e apprendimento della segnatura della meta: appoggiare il pallone a terra, senza lanciarlo, nell’area di meta.

L’insegnante con la palla in mano, ogni qual volta uno dei ragazzi ha toccato l’avversario o ha commesso un fallo, consegna il pallone alla squadra avversaria prestando attenzione di coinvolgere anche gli alunni più timidi o meno atletici cercando di stimolare la capacità individuale (velocità e rapidità) per battere l’avversario. Tutti possono giocare a questo sport, i grassi e i magri, i piccoli e gli alti, con lo stesso entusiasmo e con le stesse possibilità di brillare e di divertirsi.

Dal metodo globale si passa all’analitico, staffette di corsa con passaggi e cambi d’angolo (finte) con le croci, l’esperienza e il piacere di superare l’avversario: 1 contro 1, la ricerca del compagno libero: 2 contro 1. Successivamente si passa all’apprendimento della prima regola esclusiva del gioco del rugby: il passaggio volontario indietro e quindi il controllo della corsa una volta che ho passato la palla per essere nuovamente disponibile a ricevere il pallone dal mio compagno. Una volta conosciuti questi principi da parte dei ragazzi, si fanno sperimentare queste nuove regole, riutilizzando il metodo globale mediante gioco controllato dall’insegnante e inserendo la regola del fuorigioco che non permette agli altri giocatori di trovarsi davanti al compagno in possesso del pallone.

Le caratteristiche fisiche e mentali del giocatore di rugby - Come tutti i giochi di squadra , anche il rugby obbliga a correre, saltare, passare la palla e in più ha una caratteristica particolare, è l’unico sport al mondo che ha la necessità di superare sul piano psicologico il problema affettivo di fermare l’avversario sul piano fisico, facendolo cadere a terra con la tecnica del placcaggio alle gambe.
Il placcaggio è una azione che consiste nel fermare il portatore di palla, lanciato alla massima velocità, cingendo con le proprie braccia i suoi fianchi per lasciarle successivamente scivolare, stringendole, fino alle caviglie per far cadere l’avversario.

Il rugby richiede, inoltre continue variazioni di ritmo, elevata velocità di corsa e rapidità di esecuzione nei passaggi, agilità, coordinazione, destrezza oltre a spingere, lanciare, scattare e fintare (cambi d’angolo) Fisiologicamente è uno sport di potenza, forza, velocità e resistenza organica che sviluppa l’apparato cardio- respiratorio e le strutture muscolari. Soprattutto, al di là degli indiscussi vantaggi organici e morfologici, forma dei ragazzi sul piano del carattere. Non a caso è lo sport che viene più praticato a livello scolastico di tutto il mondo, poiché viene considerato un mezzo insostituibile nella formazione della personalità e la sua pratica è obbligatoria in tutte le pubblic schools del Regno Unito e College e Università francesi. Innanzitutto è lo sport di squadra formativo per eccellenza che insegna e tramanda da sempre concetti morali basilari della socialità come il rispetto delle regole e delle persone (è uno dei pochi sport al mondo che si permette di avere i campi da gioco senza recinzioni o barriere, dove i sostenitori delle squadre avverse sono a stretto contatto fra di loro e i giocatori in campo. L’unica preoccupazione che i tifosi hanno è quella di cantare e sostenere la propria squadra, non si sono mai riscontrati a nessun livello incidenti o problemi di nessun genere se non alla fine l’invasione di campo pacifica alla ricerca di autografi o magliette da parte dei loro beniamini).E’ un gioco duro che educa i ragazzi ad una notevole tenacia, sia psichica che morale, insegna ad impegnarsi a fondo, ad assumersi delle responsabilità, ad essere coraggiosi, determinati e altruisti. E’ uno sport che dona il senso del lavoro di squadra, lo spirito dello sforzo collettivo dove ognuno concorre e partecipa con il massimo impegno al raggiungimento dell’obiettivo comune che è divertirsi, giocare e vincere. E’ un gioco che è a stretto contatto fisico con gli avversari, e deve essere praticato con estrema correttezza e rispetto delle regole e delle decisioni arbitrali (è rarissimo osservare episodi di inciviltà o maleducazione tra un giocatore e l’arbitro come spesso succede in altri sport, c’è un rispetto assoluto poiché lo stesso regolamento fornisce al direttore di gara gli strumenti necessari per reprimere duramente questi eventuali atteggiamenti). In questo modo diventa una scuola di auto-controllo, di auto disciplina , di rispetto per se stessi e per gli avversari. Questo è il rugby, che si rivolge a qualsiasi tipo di alunno, non importa con quale struttura, perché esistono molti ruoli nella squadra dove la velocità bilancia la forza, la decisione l’incertezza, l’intelligenza il peso corporeo. E’ un gioco adatto a chi ha energie fisiche e nervose in eccedenza e sente la necessità di impiegarle in qualche cosa di costruttivo.

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